Rosa, rabbia e sangue

Myriam Lattanzio: Voce

Francesco Ponzo: Chitarra Classica, Chitarra Acustica, Bouzouki

Alfredo Venosa: Basso

Vittorio Cataldi: Fisarmonica

Piero De’ Asmundis: Fisarmonica

Emidio Ausiello: Percussioni

Riccardo Veno: Sax

Daniela Lunelli: Violoncello

Marco Francini: Coro

Geppy Gleijeses: Voce recitante

Ninna nanna de la guerra
Una madre, mentre canta la ninna nanna, racconta al suo bambino che il papà è morto in guerra e non lo ha potuto conoscere. Sono rimasti soli a patire.

Canzone appassiunata
Un amante canta la disperazione per un’amore non corrisposto. “Ti voglio bene e tu mi fai morire” ripete nel ritornello. “Chi voglio bene non mi fa felice” ma lui non riesce a staccarsi dalla donna che ama e che lo fa morire d’amore.

Sant’Anduomo
Il 17 Gennaio c’è un’usanza a Napoli di fare un falò di tutte le cose vecchie e brutte in onore di Sant’Anduono, in modo che interceda per sostituirle con cose nuove e belle. In questa canzone, nel falò finiscono tutte le cose vecchie e brutte della città. “Gente, buttate nel fuoco” recita il ritornello.

Quartiere abbandunate
Una canzone dedicata agli scugnizzi di Napoli, ai niños de rua brasiliani, a tutti i bambini di strada, a tutti quelli che non hanno un futuro. I quartieri dove abitano sono come carceri senza sole, i loro atteggiamenti sono quelli degli adulti, ma, quando hanno paura e piangono, piangono da bambini.

Ll’ammore ca nun vene
L’attesa dell’amore, di un amore che ha perso la strada, che stenta ad arrivare. E la notte è un’amica che può aiutarlo a trovare la strada e, con una chiave d’oro, aprire il cuore e scaldare il freddo che circonda una vita senza amore.

Troppo
Un avverbio per spiegare come tutto intorno a noi è eccessivo. C’è troppo di tutto e noi abbiamo troppo poco per fronteggiare tutto.

Mare
Il mare inteso come linea di confine tra il sogno e la realtà, per tutti gli emigranti che sognano una vita diversa da quella lasciata alle spalle. È una porta aperta alla speranza che diventa cruda realtà quando si tocca terra e ci si rende conto che non si è sbarcati nell’Eden. Ma, fin quando ci sarà il mare, si potrà sempre sperare in una vita nuova.

Sazio e digiuno
Dedicata a chi ha tanto e a chi non ha niente. Dedicata all’indifferenza dei primi, i sazi, nei confronti dei secondi, i digiuni. Dedicata a chi nasce povero e non ha la possibilità di uscire dalla povertà.

Preta
“Pietra” è, agli occhi della gente, il cuore di una persona dura. Agli occhi di quella gente che si ferma all’apparenza e non ha voglia di andare oltre, di scavare nell’animo di quelle persone che, stanche delle delusioni, trasformano il loro cuore in una pietra, pronto però ad emozionarsi davanti al pianto di un bambino.

Terra e sanghe
“La mia terra è una pozza di sangue e la gente bagna le dita per il segno della croce” dice l’inizio della canzone. È bene e male, è rosso e nero. È l’eterno dualismo di chi vive in una realtà ad alta velocità, senza pause, che ti costringe a correre senza avere gli occhi per guardare dove stai andando.

ROSA, RABBIA E SANGUE

Ninna nanna di la guerra (Balistreri)

Quartiere abbandunate (Lattanzio, Principe) 

L’Ammore (Lattanzio)

Canzone Appassiunata (E. A. Mario)

Troppo poco (Lattanzio)

Mare (Lattanzio, Francini)

Sazio e digiuno (Lattanzio, Venosa)

Preta (Lattanzio, Francini)

Sant’Anduono (De Simone)

Terra e Sanghe (Lattanzio, Francini)

Rassegna stampa

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